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ATTIVITA' DIDATTICHE
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a.s.
2010-11 |
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a.s.
2009-10 |
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SCUOLA
INFANZIA "ROMANELLI"
Classi I
Classi II
Classi III
Classi IV
Classi V
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Classi terze:
A C C O G L I E N Z A

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Classi quinte:
A C C O G L I E N Z A
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Alunni della Scuola
dell'Infanzia Ottobre 2009
progetto accoglienza "BENVENUTI"
accogliere
per educare
Nel
progetto sono coinvolti tutti i bambini al
primo inserimento nella Scuola dell'Infanzia dei
due plessi: "Romanelli" e "Spine Rossine"
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PROGETTO INTERNO DELLA
SCUOLA DELL'INFANZIA DEL
I° CIRCOLO DI PUTIGNANO A.S.
2009-2010
TITOLO: "GIO - MUSICA"
FINALITA'
Il progetto ha come obiettivo la formazione, attraverso l'ascolto e
la produzione delle capacità di percezione e comprensione della
realtà acustica e di fruizione dei diversi linguaggi: da quello
sonoro a quello linguistico, iconografico, gestuale. Le diverse
attività devono essere finalizzate a far realizzare ai bambini
concrete ad autentiche esperienze d'incontro con il linguaggio dei
suoni, integrato con altri linguaggi. Inoltre la musica è un ottimo
collettore per l'integrazione scolastica dei bambini diversamente
abili.
L' INS. referente del progetto. Florenzio Maria Santa
DATE SPETTACOLI FINALI
A CONCLUSIONE DEL PROGETTO
17 Maggio 2010
sez. A-F Romanelli B- Spine Rossine
19 Maggio 2010
sez. D-E-G Romanelli
24 Maggio 2010
sez. C-F Spine Rossine
25 Maggio 2010
Sez. B-C Romanelli E- Spine Rossine.
inizio spettacoli ore 18.00 circa
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a.s.
2006-07 |
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CLASSI 3ª
Puliamo il mondo
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a.s.
2005-06
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| ALUNNI
DELLA 4ª C-D |
CLASSI
1ª-3ª-4ª
Coro - Nuoto
Vendemmia
Carnevale |
CLASSI
2ª |
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SCUOLA
INFANZIA "ROMANELLI"
NATALE
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A
CURA DEGLI ALUNNI DELLA 4ª C-D

Stiamo
discutendo sulla nostra alimentazione e abbiamo preso in considerazione un
alimento fondamentale della dieta mediterranea: il
pane.
Dopo
la visita ad una azienda agricola, ad un mulino, ad un panificio, abbiamo
fatto una
veloce
esperienza di tipo scientifico che ci ha permesso di venire a conoscenza
del processo di lievitazione della farina e di lavorazione del pane. Ora
desideriamo conoscere il consumo giornaliero del pane nelle nostre
famiglie.
QUESTONARIO:
Nella
tua famiglia si consuma il pane ogni giorno?
Dove
si acquista il pane?
Che
tipo di pane si acquista?
Grafico
n. 1 - Oggi
Grafico
n. 2 - Quando i genitori erano piccoli
Grafico
n. 3 - Quando i nonni erano bambini |
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VERBALIZZIAMO:
Quasi tutti noi consumiamo ogni giorno
il pane e così era pure per i nostri genitori e i nostri nonni.
21 di noi acquistano il pane nelle
panetterie, 2 nei negozi di generi alimentari e solo 1 lo prepara in
casa; 15 dei nostri genitori lo acquistavano in panetteria, 5 in negozi
di generi alimentari e 4 lo preparavano in casa; 5 nonni lo acquistavano
nelle panetterie e 19 lo preparavano in casa.
23 di noi consumano abitualmente il
pane comune, 1 si procura altri tipi di pane: condito, all’olio,
integrale. Tutti i nostri genitori e i nostri nonni consumavano pane
comune chiamato “casereccio”.
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La nonna giovanna ci racconta…..
La
nonna del nostro compagno Stefano Netti, oggi 15 febbraio è venuta a
scuola per raccontarci come si preparava il pane prima.
La
panificazione, ai suoi tempi, avveniva ogni 10-15 giorni e si
utilizzavano dai 10 ai 15 chilogrammi di farina. Era un evento
importante, faticoso e richiedeva la collaborazione di tutta la
famiglia. La sera del “fatidico” giorno, la mamma prendeva il “lievito
madre” ,lo mescolava a circa mezzo chilogrammo di farina, e lo
impastava con acqua fino ad ottenere un impasto omogeneo. Il lievito
madre era un po’ di impasto dellla panificazione precedente, che veniva
conservato in una coppetta di creta con olio. Questo sostituiva il
lievito di birra che non esisteva. La mattina successiva, verso le ore
4,00 d’estate e le ore 5,00 d’inverno, la mamma versava nella “fezzatore”,
(madia, mobile a forma di cassa) la farina, aggiungeva il lievito,il
sale, l’acqua e impastava il tutto. Nel frattempo che la pasta
riposasse, svegliava i figli più grandi perché dovevano aiutare a
lavorare molto bene i panetti . La lavorazione sembrava un vero e
proprio rito e prendeva l’avvio con un segno di croce, quasi a voler
chiedere aiuto perché il pane venisse buono. Lavorare i panetti era
molto faticoso, si doveva procedere sempre nello stesso verso, non si
poteva cambiare mano e si continuava fino a quando la pasta diventava
elastica, liscia. I panetti poi si lasciavano lievitare almeno per due
ore, al caldo. Per controllare se il pane fosse pronto per essere
infornato si faceva con un dito una fossetta. Se questa spariva subito,
il pane era lievitato altrimenti lo si lasciava ancora al caldo. Nel
frattempo il papà, o un figlio maschio si preoccupava di procurare la
legna per accendere il forno e se non si possedeva un forno, gli stessi
portavano il pane al forno del paese. Alla preparazione del pane si dava
molta importanza, perché doveva essere buono in quanto era un bene così
prezioso che non poteva essere né buttato né sprecato e doveva bastare
per tanti giorni. Quando diventava proprio duro, lo si mangiava bagnato.
E’
stato veramente emozionante ascoltare dalle labbra della nonna il
racconto di questa tradizione che si tramandava da madre a figlia e che
si va perdendo perché, con il passare del tempo, si è modificato lo
stile di vita dell’uomo.
L’uso delle macchine allevia sì la fatica dell’uomo, ma i forni
industriali che hanno sostituito i forni a legna, hanno fatto perdere
quei profumi, quei sapori che sapevano di genuinità e di calore
familiare. |
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LA
LIEVITAZIONE in classe

IL RISULTATO FINALE
Il primo impasto è ancora più gonfio, è elastico,
tagliandolo al centro si vedono dei “buchi” e si sente che è più
caldo perché c’è stata produzione di calore. Se si annusa o si
assaggia un po’ di pasta si sente che l’impasto è diventato acido e
si è formato un leggero odore di alcool. |
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Pane di Matera
Pane saba |
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panificio
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SCULTURE
DI STELLE FILANTI (ALUNNI DELLA 4ª C-D) |
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Istruzioni
per l'uso |
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CLASSI
1ª-3ª-4ª

Due
ottimi progetti realizzati dalla scuola elementare "G. Minzele".
Un corso di educazione musicale e uno di
nuoto alla piscina della Nadir.
Nazarena
Intini
Dal
16 gennaio 2006 i bambini delle classi prime e due sezioni delle quarte
del 1° Circolo didattico "G. Minzele", sono coinvolti nel
progetto "La musica
che... gira intorno" proposto dal!'Associazione musicale "Carl
Orff". Il progetto, inserito nel POF", si sviluppa in 17 lezioni
tenute dagli esperti Vito Amatulli e Milena Palasciano. Le attività
musicali, eseguite durante l'ora settimanale di educazione al suono e alla
musica, prevedono l'utilizzo dello strumentario Orff, Il metodo Orff
favorisce l'apprendimento musicale per "immersione",
considerando il bambino soggetto attivo e capace di interagire con gli
altri. L'alunno, coinvolto in giochi ritmici e vocali, ha la possibilità di potenziare
la capacità di attenzione
e di memoria attraverso l'ascolto, di riconoscere le caratteristiche del
suono, di esplorare le potenzialità della voce, di imparare a sonorizzare fiabe e racconti, fino a
comporre piccoli testi comprendenti brevi melodie ad uso vocale e
strumentale. Il progetto, realizzato anche grazie alla collaborazione
delle famiglie, si protrarrà fino alla
fine di maggio per concludersi con uno spettacolo di fine anno.
Il 1° Circolo didattico "Minzele" ha avviato un'altra
sperimentazione, sovvenzionata dai genitori ed approvata dalla scuola:
infatti, con il progetto "Giocando, nuotando" gli studenti delle
classi terze dal 18 gennaio, trascorrono l'ora di educazione motoria
presso il Centro Nadir, impegnati in diverse attività: il nuoto, i giochi in acqua o esercizi fuori della piscina. Il
progetto, limitato a cinque lezioni, mira a rendere i bambini più
autonomi, aiutandoli ad affrontare e superare le paure più comuni e offre a tutti la possibilità
di svolgere uno sport nuovo e piacevole. |
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